VS scritto sulla mia mas-cretina…

Ho scritto VS [Versus = CONTRO] sulla mia mascherina, in realtà una inutile e dannosa “mas-cretina”, come forma di ribellione.

Per riconoscerci per strada anche con il bavaglio, per manifestare contro questa pandemia mediatica, contro la manipolazione dei dati, contro il terrorismo sanitario, contro la paura indotta, contro la distruzione della nostra costituzione, contro dei DPCM illegali, contro l’imposizione delle cure, contro i farmaci OGM, contro la sperimentazione umana, contro il boicottaggio delle relazioni, contro il transumanesimo antispirituale, contro l’inquinamento di nanoparticelle e 5G e tanto altro...

Ovviamente è una mascherina di cotone, di quelle lavabili, e non una di quelle schifezze sintetiche usa e getta (Fatte dove e da chi? Sterilizzate come?) piene di plastica e chimica che stanno invadendo il pianeta. Ma che ci vuole a lavare una mascherina di cotone? Così come ti lavi la biancheria tutti i giorni (si spera 😉 ), ti lavi anche la mascherina, no?

E così ho scritto VS anche per protestare contro tutta questa chimica inutile.

E a dirla tutta…

Ho anche cucito sopra due brillantini, perché nonostante le avversità il nostro sorriso non deve smettere di risplendere! 😉

[THE DOCTORS IS IN] Parliamo insieme di sostenibilità?

Viviana nel mitico banchetto di consulenza di Lucy Van Pelt, ma invece di "Psychiatric help" c'è scritto "Sustainability help"

Ti ricordi di Lucy Van Pelt, sorella maggiore di Linus, onnipresente nelle strisce a fumetti Peanuts di Charles Schulz?

Lucy – 8 anni – invece della classica limonata, dispensa consigli psichiatrici a 5 centesimi l’uno dietro un banchetto su cui troneggia la scritta “Psychiatric help – The Doctor is IN”! Non è che i suoi consigli siano particolarmente costruttivi, ma parlare fa sempre bene… (Dale Carnegie ci ha insegnato che a volte basta anche solo ascoltare con interesse per essere considerati ottimi conversatori!  😉 )

Bene… Mi son ricordata di Lucy grazie a Kate Schapira, attivista, poetessa e professoressa di Inglese, che dal 2014 si offre di parlare di crisi climatica nel parco della città di Providence, nel Rhode Island.

Ispirandosi alle strisce di Schultz, Kate ha realizzato un suo banchetto di legno con la scritta “Climate Anxiety Counsuling” accanto alla rivelatoria frase “The Doctor is IN”, dietro il quale offre consulenza per l’ansia climatica per la modica cifra di 5 centesimi, che devolve in beneficenza.

Questo tavolino informale, scanzonato e accessibile a tutti, che Kate ridipinge e tira fuori ogni Primavera, incoraggia le persone ad avvicinarsi e a parlare con lei.

Le risposte vengono poi documentate (in forma anonima) sul suo blog dove racconta le motivazioni che l’hanno spinta ad iniziare questa impresa: “Ho paura degli effetti dei cambiamenti climatici sul mondo che amo. Ho voluto scoprire se anche gli altri si sentivano così, per trovare un modo per parlarne insieme, e poter avere delle conversazioni utili che portino all’azione”. Come ti capisco, cara Kate! 

Tutta questa storia mi ha davvero ispirata

Prima che scoppiasse l’emergenza pandemia, già mi vedevo anche io al parco, questa Primavera, con il mio banchetto “The Doctor is IN”, sotto una quercia a Villa Borghese. Ahahahah! Ti immagino la reazione del tipico Vigile Urbano romano?  😉  

Ovviamente tutto è cambiato, quanto meno a livello di percezione mediatica. 🙁

 Kate non è andata al Parco, come nessuno di noi, dato che la supposta emergenza di CoVID-19 ha bloccato tante cose, prima fa tutte l’interazione sociale. Peccato! Anche perché gli argomenti di cui parlare sarebbero stati molteplici…

Nel frattempo, nella prima fase della quarantena (bloccata anche io in casa, stile Silvio Pellico “Le mie Prigioni”…) ho approfittato per concludere un libro illustrato sulla Sostenibilità.

SOSTENIBILITA’ PERSONALE
Metti in azione il tuo Super Potere
(380 pagine in 3 formati pdf – epub – azw3)

Suona bene, no? 😀

Era un po’ che volevo scrivere questo nuovo libro, ma mai come adesso credo ci sia davvero necessità di contattare il proprio Super Potere e poi cercare intorno a sé persone affini con cui entrare in azione, costruendo la propria sostenibilità e resilienza.

E non disegnando arcobaleni sulle finestre, perché questo non ci salverà da nessuna emergenza in arrivo… Ma prendendo in mano la situazione, informandosi sui canali giusti, ascoltando le voci fuori dal coro, cercando di capire cosa fa chi è già attivo, indirizzando il mercato, spendendo meglio le proprie risorse, risparmiando tempo e denaro, prendendosi la responsabilità di vivere la propria vita in modo etico ed equo.

E anche se fanno di tutto per farci sentire impotenti, metterci la museruola, bloccarci, isolarci, demotivarci, avvilirci, spaventarci… Chi non è d’accordo, ma – paradossalmente – anche chi è d’accordo, perché ovunque, a tutti i livelli, c’è sempre e solo una lotta per il potere

Oggi come oggi la cosa più importante comprendere che ognuno di noi può fare la differenza nelle piccole-grandi scelte di ogni giorno (certo, c’è da capire cosa valga la pena fare, per investire le nostre energie su quello che davvero conta!), perché ognuno di noi ha un Super Potere da gestire, il cui controllo è ambitissimo dagli altri.

Quindi ti invito a leggere una copia di Sostenibilità Personale (dove spiego a che punto siamo, qual è il Super Potere che anche tu puoi usare, come sentirsi più felici semplificandosi la vita, le 12 azioni più impellenti già sperimentate di persona… Leggi il programma completo qui) e poi – se vuoi – potremmo parlarne insieme The doctor is in! 🙂

Insieme possiamo farcela.

Pace, Amore e Sostenibilità Personale

Viviana Taccione
Autrice, Trainer e Downshifter

[Articolo pubblicato anche in www.ifeelgood.it]

Libertà di parola, movimento, cura nella pandemia mediatica COVID-19

una simbolica gabbia per uccelli, come augurio, vuota

Diventa sempre più urgente parlare di libertà. Una parola abusata e manipolata, violentata inconsapevolmente da molti, consapevolmente dai soliti noti.

Libertà di parola…

Possibilità di dire quello che si pensa, senza essere censurati dai Social Media o dai Motori di ricerca che ti rendono irreperibile o ti cancellano da tutta le rete. Possibilità di fare connessioni logiche, tra malattie e inquinamento, tra inquinamento e elettrosmog, tra elettrosmog e antenne 5G, tra antenne 5G e vaccini, tra vaccini e tecnologie localizzanti, tra tecnologie localizzanti e regimi totalitaristici (per esempio)…

Libertà di movimento…

Possibilità di uscire di casa, andare a passeggiare in un bosco, in spiaggia, spostarsi nella casa in campagna, senza essere inseguiti da droni o fermati da agenti di sicurezza come in uno stato fascista/comunista, senza poter sedere accanto al partner in auto con il quale dividi tranquillamente il letto. Senza sentirti ancestralmente braccato, in difetto, colpevole, angosciato senza alcun motivo (come quando si faceva il check-in con Ryan Air)…

Libertà di cura…

Possibilità di decidere se ingurgitare chimica velenosa e farsi iniettare vaccini conditi con nanoparticelle, oppure optare per la prevenzione, nutrendosi di verdura e frutta biologiche ricche di prana e vitamine. Senza doversi per legge sottomettere a tatuaggi o chip sottopelle di controllo che vorrebbero suppostamente infilarci da qualche parte  (come quelli per gli animali domestici, appunto).

Sono tre argomenti profondamente legati.

Molto più di quanto si pensi.

Molto più di quanto vogliono farti pensare.

Con tutte queste norme, queste leggi, questi decreti che servono a saggiare i nostri limiti di obbedienza cieca… Con l’instaurazione di una menzogna planetaria, con una narrativa di terrore e morte… Ci negano la responsabilità di decidere per la nostra vita, annichilendo la nostra volontà personale.

Perché se schiacci la libertà, se distruggi la volontà, se togli alle persone la possibilità di muoversi, piano piano gli togli il loro Super Potere Personale.

Bloccati, piegati, ubbidienti, schiacciati da bugie, falsità, favolette. Senza possibilità di guadagnare per pagare debiti e mutui, ricattati dal rischio di multe, che in questo momento di crisi indotta sarebbero tanto più difficili da affrontare…

Accecati dai nostri stessi buoni sentimenti che ci impediscono di pensare che là fuori qualcuno agisca solo per bieco interesse, restiamo inermi di fronte a una situazione insostenibile, incostituzionale, antidemocratica.

Che poi alla democrazia chi ci crede più?

La Democrazia non può essere nelle mani di una maggioranza tenuta ignorante e Smarthphonata, che vive di immagini photoshoppate e pubblicità manipolanti. Troppo presi dal ruolo che abbiamo deciso di impersonare, vetrinizzato e mantenuto a tutti i costi nei nostri inconsistenti profili sul Cyberspazio, perseguiamo cause che ci sventolano sotto al naso, adeguate ai nostri valori – che si tratti dall’ultimo iphone o della salvazione dei mari, poco cambia – senza accorgersi che dietro c’è sempre uno scopo altro, inconcepibile per i più.

Anche ammesso che non fossimo in una oligarchia, in cui il nostro voto non vale assolutamente nulla (almeno il voto nelle urne, come spiego in Sostenibilità Personale c’è un altro voto che vale molto di più ed è quello che vogliono distruggere…)

E anche ammesso che tutti scelgano bene alle elezioni, i politici (tranne miracolosi esempi) sono legati mani e piedi e impossibilitati a fare il loro lavoro, schiacciati dalle Lobby, dal Deep State, dagli interessi globalizzanti e sovranazionali che uniscono quel parassitario 1% che governa il mondo, atteggiandosi – oltre la beffa il danno – a benefattori dell’Umanità.

Quindi lasciamo da parte la politica, e passiamo a quello che bolle in pentola.

Oggi ti invito a vedere questo VIDEO.

E’ abbastanza breve e dice molto di quello che vorrei condividere con te in questo momento.

Si tratta de “Il Ministero della verità” del Giornalista d’inchiesta Massimo Mazzucco. A quanto mi risulta, una delle poche voci italiane fuori dal coro belante degli asserviti al potere.

Qualche anno fa, nel libro “Scomunicazione Cellulare“, ti raccontavo che tra Social Media e Fast Web ci stavano togliendo il giocarello, disinnescando la libera informazione e ammaliandoci per trasferirla da Forum e Blog proprietari a Canali ospitanti, di cui non siamo proprietari. Canali che sono anche loro succubi di sponsor e pubblicità a pagamento, al soldo dei potenti, e che possono censurare a piacimento. Ti ricordi?

L’altro giorno per la prima volta ho visto questa icona di Youtube.

Carina vero?

Libertà di parola, movimento, cura nella pandemia mediatica COVID-19

No! Orribile. 🙁

Questo è uno dei nuovi volti della censura.

Quando vai sui link diretto di certi canali che non vogliono farti trovare, ecco che appare la scimmietta.

Non sempre, magari dipende che cosa hai visto prima, quanto sei considerato complottista et similia… Ma il risultato non cambia. La pagina per te non è disponibile. Non è che non c’è rete, non è che stanno facendo degli upgrade. Te lo dicono chiaramente “Prova a cercare qualcos’altro.

Vogliono distrarti con altro. Perché loro sono lì, hanno il tuo permesso per spiare ogni tua mossa in rete (e non solo) e non ti mollano. Non vogliono che ragioni, che segui le piste, che ti informi.

Non è straordinario che abbiano scelto una scimmietta, come quella proverbiale che non vede, non sente, non parla?

Tu non farti abbindolare e usa la testa!

Ti lascio con 3 ultime riflessioni:

1) Quando qualcuno svaluta e ridicolizza una teoria usando la parola “complottismo” stai attent@!

Non si può bollare di complottismo e cospirazionismo qualsiasi voce fuori dal coro che cerca di fare libera informazione, perché complottismo è un termine offensivo, un’etichetta ingiusta e banalizzante, troppo facile da usare per far chiudere il cervello alla gente (che ancora più di pensare con la sua testa ha paura del giudizio degli altri e del ridicolo).

In pratica, invece di confutare la tesi proposta, si attacca violentemente la persona. E questo – oltre ad andare contro i principi della  Comunicazione non violenta – solo perché non si hanno argomenti sufficienti per smantellarla (o anche perché probabilmente la tesi è fondata… meditiamo!)

A parte che oggetto di discussione dovrebbe essere sempre il messaggio e non il messaggero, c’è anche da vedere chi sta parlando. Una cosa è un giornalista serio, un ricercatore serio, un medico serio, un deputato serio, un’altra è un esagitato inguardabile che urla in modo sgrammaticato dalla sua cucina su YouTube. E poi sono convinta che le teorie più stupide le metta fuori proprio l’Intelligence mainstream per poterle poi sputtanare e fare di tutte le erbe un fascio (Uè, stiamo parlando di gente che si fa gli attacchi terroristici da sola, per avere la scusa di entrare in guerra! Di che ci stupiamo?) Ovviamente c’è da vedere caso per caso, come ho già detto, niente è come sembra…

La cosa che mi infastidisce da parte dei media che dedicano articoli al concetto di complottismo, o anche dei cosidetti antibufale o debunker, è tendere a tutti i costi a polarizzare l’argomento. O ci sono loro, i “seri” detentori della verità (e delle pubblicità a pagamento) o ci sono gli altri, i “complottisti”, esagitati e paranoici. Come dire “noi siamo i buoni”, e “loro sono i cattivi”. Terzium non datur…  Invece di difendere la libertà di espressione, la pluralità delle voci, fare ricerche, argomentare e cercare di capire cosa c’è di vero – cuando el río suena, agua lleva – continuare a diffondere il concetto del cospirazionismo sembra un tentativo per eliminare ogni dissonanza. Proprio perché esistono le sfumature di grigio, questa è una falsa dicotomia: non ci sono solo il main stream e il cospirazionismo.

2) Quando non ci sono prove contro un certo prodotto, una certa tecnologia, un certo farmaco, stai attent@!

E’ vero che dobbiamo usare la testa, ma il fatto che non ci siano studi scientifici noti (perché di solito ci sono, ma sono stati messi sottochiave) e che quindi apparentemente manchino prove oggettive a sfavore di una certa tecnologia o medicina, non significa che si debbano usare, ignorando il principio di precauzione.

La storia è piena di prodotti lanciati sul mercato avidamente senza alcun controllo che poi si sono rivelati a lungo termine tossici, cancerogeni, pericolosi per l’ambiente e per la catena alimentare (DDT, amianto, teflon, glifosato, bisfenolo A… sorvolo su quelli “sospetti” tossici che – per interesse – ancora ci fanno usare.)

Come giustamente disse Upton Sinclair…

E’ difficile far capire qualcosa a un uomo, se il suo stipendio dipende dal fatto che non la capisca.

Ricorda: nessuno ha interesse a fare studi contro i propri… interessi, ma questo non significa che dobbiamo starcene buonini ad aprire la bocca o a mostrare le braccia (e il sedere) a chi ci vuole somministrare le sue miracolose invenzioni. Nemmeno se siamo sotto ricatto. (Io cambierei residenza prima di far vaccinare obbligatoriamente mio figlio perché il Presidente della mia Regione una mattina si è svegliato e ha deciso così…)

3) Quando senti le parole che vorresti sentire, stai attent@!

E’ così facile cedere alla tentazione di credere a false verità, bugie, menzogne che rifilano nei canali mainstream. E’ così rilassante, riposante, tranquillizzante. Ci pensano loro a dirti cosa pensare, cosa fare, quale sia la pillola magica del momento. Così almeno stiamo a posto, non dobbiamo accendere il cervello, non dobbiamo vivere in modo più consapevole, non dobbiamo dire “NO”, non dobbiamo essere “diversi”, non dobbiamo ribellarci.

Ma non pensi anche tu che con tutto questo “Carosello” ci stanno fiaccando proprio per tenerci buoni? Per farci comprare quello che vogliono loro?

Dunque… Non prendere per oro colato quello che senti, mai (neanche in questo caso, ovviamente! 😉 ) Anche se non appena ti farai la domanda “chi ci guadagna qui?” seguendo la pista del denaro, allora capirai molte cose. Quando ti accorgi che vogliono azzittire certe voci, sviarti e distrartidisincentivarti con leggi e multe, spaventarti e farti guardare altrove… Forse è il momento di iniziare a cercare la verità.

Intanto allarmi arrivano da tutto il mondo, perlomeno da quella parte ancora vigile e senziente. Ecco cosa scrive la scrittrice e attivista Arundhati Roy

Oggi, mentre siamo tutti confinati, loro stanno muovendo i loro pezzi degli scacchi parecchio rapidamente. Il coronavirus è arrivato come un regalo agli stati autoritari. (…) Se prima del coronavirus ci aggiravamo da sonnambuli nello stato della sorveglianza, oggi stiamo correndo in preda al panico tra le braccia di uno stato della super-sorveglianza in cui ci è chiesto di rinunciare a tutto – la nostra riservatezza, la nostra dignità e la nostra indipendenza – per consentirci di essere controllati e micro-gestiti. Anche una volta revocati i confinamenti, a meno di muoverci rapidamente, saremo incarcerati per sempre.

Ma ne riparleremo (sperando che la prossima volta che ti colleghi al nostro sito non appaia la scimmietta!) 😉

Intanto ti invito a frequentare il Forum di I FEEL GOOD (uno degli ultimi baluardi del libero Slow Web) dove stiamo collezionando una quantità impressionante di materiale selezionato su questa pandemia mediatica

Pace, Amore e Libertà (di parola, movimento e cura). 🙂

Viviana Taccione
Autrice, Trainer & Downshifter

[Articolo pubblicato anche in www.ifeelgood.it]

Black Friday? No grazie! (Non farti fregare!)

un lupo travestito da pecora

Questa del “Black Friday” è stata una settimana insopportabile!

Ho incontrato negozianti che, con occhi spiritati e la bava alla bocca, decantavano i loro maxi sconti e le loro offerte speciali. Neanche ascoltavano quello che chiedevi, appena possibile, infilavano nella conversazione l’argomento “Black Friday” tronfi di poter offrire alle loro prede uno sconto così goloso. Ma goloso per chi?

Il massimo è stato in un negozio di ottica. “Vuoi un occhiale da lettura? Niente paura, con il “Black Friday” puoi averne due!” Ma se manco hai la gradazione che mi serve!!! “Non c’è problema! Te ne prendi uno con una gradazione un poco più bassa e l’altro un poco più alta, così ne hai due, tanto con il “Black Friday” bla bla bla…”  Roba da matti! Stessimo parlando di panini, stiamo parlando della salute degli occhi.

Ma con me caschi male, ogni volta che mi nomini il “Black Friday” mi convinci sempre meno. Ma che venditore sei se non sai leggere le micro espressioni di disgusto sul viso dei clienti? Non vedi che sto cercando il modo di andarmene al più presto?

Mi sento offesa, insultata nella mia intelligenza, aggredita sul lato etico, schiaffeggiata sul fronte morale, mentre con gli occhi della mente vedo nuvole fosche di CO2foreste sventrate, mano d’opera sfruttataanimali agonizzanti, fiumi e laghi fosforescenti, discariche a cielo aperto.

Ma non ti rendi conto di quanto poco mi stai “servendo” e quanto invece cerchi di strumentalizzare la situazione per fare cassa e rifilarmi roba che non mi serve? 🙁

Ma c’è il “Black Friday”, la gente pur di portarsi via merce inutile che normalmente non avrebbe mai comprato, evidentemente lascia a casa il cervello. 🙁

Ma che caspita è questo “Black Friday” (letteralmente “Venerdì nero“) o il “Cyber Monday” e tutte le derivazioni sui generis?

Si tratta di giorni dedicati a celebrare il consumismo rampante, lo spreco, il superfluo. In effetti non è si tratta più di singolo giorno, ma oramai si parla di “Settimana del Black Friday“.

Ovviamente il “Black Friday” è una tradizione Americana, nata negli anni ’80.

Ma perché degli Americani ci dobbiamo prendere solo gli eccessi?

Come l’assurda festa di Halloween, altra festa importata di sana pianta nella sua veste più becera e gregaria, solo per farci spendere e spandere (assurda come la festeggiamo noi, senza alcun tipo di spiritualità… Mi piace molto invece il  Día de los Muertos di tradizione messicana che almeno viene festeggiato ricordando i defunti e non andando a molestare i vicini di casa per ricevere dolcetti fosforescenti e cariogeni armati di inquinanti zucche di plastica. ) 🙁

Negli Stati Uniti, il “Black Friday” è il giorno successivo al Giorno del Ringraziamento, il Thanksgiving Dayuna festa Calvinista che si celebra il quarto giovedì di Novembre.

Il Ringraziamento è una cosa seria (almeno dovrebbe!)

Si festeggia nell’America del Nord dal lontano 1621, quando i Padri Pellegrini, fuggiti dall’Europa per poter essere liberi di professare la loro fede Cristiana Calvinista nel Nuovo Mondo, arrivando a bordo della Mayflower dopo una traversata pericolosa che li decimò, decisero di dedicare una giornata per rendere grazie per i doni ricevuti.

Il primo “Black Friday” fu lanciato dai celebri Magazzini “Macy’s” per  celebrare il Thanksgiving Day e ad oggi – dopo 40 anni – Macy’s continua la tradizione organizzando una parata (super sponsorizzata, ovviamente!) che non ha niente a che invidiare al Carnevale di Rio De Janeiro.

Sorvolando sul povero tacchino, animale all’epoca selvatico che sfamò i Padri Pellegrini e oggi piatto tradizionale del Thanksgiving Day massacrato in circa 40 milioni di esemplari ogni anno(anche se ad oggi – non dovendo più fare di necessità virtù – si potrebbero fare scelte altrettanto simboliche ma cruelty free!)…

Collegare una festa con dei regali non è una idea stupida, commercialmente parlando…

Ma una cosa è che venga proposta dai commercianti, l’altra – ben diversa – che sia accolta passivamente dai consumatori.

E che legame ci sia tra il Ringraziamento e l’acquisto sfrenato, non si sa…

Sì, forse il Calvinismo che connette il successo economico e la realizzazione spirituale, giustifica una certa visione consumistica (comunque gravemente distorta e terribilmente miope perché non c’è niente degli insegnamenti di Cristo nella distruzione delle risorse e nello sfruttamento della vita), ma noi che c’entriamo? 

Noi Italiani, di fede cattolica, che abbiamo in casa un Papa che finalmente nella sua Enciclica “Laudato sì 2015 scrive di Ecologia e di Cura della casa comune, dovremmo avere una visione diversa…

Dal momento che il mercato tende a creare un meccanismo consumistico compulsivo per piazzare i suoi prodotti, le persone finiscono con l’essere travolte dal vortice degli acquisti e delle spese superflue. Il consumismo ossessivo è il riflesso soggettivo del paradigma tecno-economico. (…)

Tale paradigma fa credere a tutti che sono liberi finché conservano una pretesa libertà di consumare, quando in realtà coloro che possiedono la libertà sono quelli che fanno parte della minoranza che detiene il potere economico e finanziario.

In questa confusione, l’umanità postmoderna non ha trovato una nuova comprensione di sé stessa che possa orientarla, e questa mancanza di identità si vive con angoscia. Abbiamo troppi mezzi per scarsi e rachitici fini

Davvero, non è da me parlare di religione, come di politica, ma questa Enciclica andrebbe letta e capita, magari se non sei credente, dimenticando la fonte, o forse ricordando la vera primigenia fonte, l’Amore, quello universale che puoi chiamare con 1000 nomi diversi ma che alla fine dovrebbe unificare ed ispirare ogni scintilla di vita.

Oggi il peccato si manifesta con tutta la sua forza di distruzione nelle guerre, nelle diverse forme di violenza e maltrattamento, nell’abbandono dei più fragili, negli attacchi contro la natura.

Il Papa Francesco ci dice che se distruggi la Casa Comune, se distruggi Madre Terra, fai peccato, un peccato da cui confessarsi.

O comunque – possiamo dirlo in altro modo – stai creando Karma.

“Ma cosa caspita c’entra il peccato, il Karma, con il Black Friday?” Mi chiederai…

Acquistando cose superflue senza preoccuparci dei costi reali che ci sono dietro, noi diventiamo mandanti di devastazione, sfruttamento, ingiustizia, uccisioni. Noi creiamo la DOMANDA che permette ad altri di depredare il Bene Comune.

Siamo distruggendo, anzi, stiamo auto-distruggendo il nostro Parco Giochi, quello in cui la nostra Anima – vita dopo vita – sta facendo esperienza del bene e del male per imparareevolvereservire.

Dimmi tu se non è un vero peccato

Ad ogni modo, mettiamola così: non sarebbe più etico “ringraziare” con un giorno di astinenza all’acquisto, per salvare il Pianeta dalla barbarie dello sperpero, del consumo?

O magari non sarebbe più etico “ringraziare” con un giorno dedicato alla Beneficenza per aiutare i più deboli che sono rimasti schiacciati dalle spire del Neo-Colonialismo? (In effetti esiste un timido “Giving Tuesday“, il martedì successivo al “Black Friday” e al “Cyber Monday”, che mi è stato segnalato via mail da Agire Ora e da Action Aid!)

(Apriamo e chiudiamo questa pietosa parentesi: è assolutamente una domanda retorica, dato che si avvicina il Natale, festa in cui monta la frenesia dello sperpero, ricorrenza religiosa in cui questa annosa domanda avrebbe ancora più senso! Evitiamo inutili spargimenti di parole… )

Insomma, il “Black Friday” apre il Vaso di Pandora del Consumo Invernale, è una giornata che per tradizione dà il via alla follia degli acquisti Natalizi.

Follia che si vede nelle file che la gente fa fuori dei negozi, accampandosi per dormire lì tutta la notte per essere pronti ad entrare correndo per comprare belando tutto quello che viene messo loro davanti.

Ancora, soffermiamoci sul termine “black, cioè nero, affibbiato al “Black Friday”.

Nero per il traffico che riempie di nubi nere tossiche le strade? (Questa settimana anche per le strade di Roma non si riusciva a respirare!) O nero per i libri contabili che si riempiono di cifre nere e non più in rosso, colore della perdita. O nero per il petrolio che sostiene il consumismo sfrenato e sta riempiendo il Pianeta di CO2?

Poco importa.

Quello che importa è che regna sovrana un’ipnosi collettiva che spinge all’acquisto indiscriminato di beni e servizi.

Così fan tutti. La riprova sociale è un Autoinganno potente.

Hanno fatto il “Black Friday” anche sulle casse da morto “Paghi oggi e muori quando vuoi!” Ma ci rendiamo conto?

Per non parlare delle promozioni web!

Qui in Redazione abbiamo avuto le caselle email intasate da promozioni che declinavano in tutti i modi possibili il “Black Friday”, alcune squallidissime, altre più creative… Ma nessuno che abbia sollevato un minimo dubbio sull’esigenza reale di questa ricorrenza.

Questa ipnosi all’acquisto con la scusa del “Black Friday” non fa fare una bella figura ai professionisti, alle aziende, ai negozianti…

Ogni volta che ci spremono per farci cacciare soldi per cose inutili, ci stanno cavando il sangue, ci stanno succhiando tempo di vita, tempo che passiamo a lavorare per comprare, sprecare, sfruttare, buttare, inquinare, e poi lavorare ancora per comprare…

Non è solo per quello che ci fanno fare, ma è per come ci fanno vivere!

Ci stanno ingabbiando in una prigione dorata sempre più insostenibile, prigione dove non possiamo fare altro che correre su una Ruota del Topo impazzita, in un carosello senza fine che non ci rende né più felici, né più realizzati.

Quello che hai comprato durante il “Black Friday” ti serviva davvero? E quanto ti è costato, davvero? E quanto è costato al Pianeta? Quante risorse ha sfruttato, quanta sofferenza ha causato? E quanto costerà in futuro quando lo butterai in discarica?

Ma perché nessuno parla della “Make Something Week” promossa da  Greenpeace per rispondere allo sperpero del “Black Friday” e del consumismo natalizio in genere?

Una settimana mondiale di 300 eventi gratuiti che si terrà in 40 paesi dal 23 novembre al 2 dicembre 2018, per “fare qualcosa” contro lo spreco insegnando a fare invece che comprare.

Perché le alternative all’acquisto automatico ci sono: si può  riparareriutilizzarericiclare, dare una seconda vita a oggetti ancora utili, liberando la creatività personale contro l’omologazione della paccottiglia e della plastica Made in China & dintorni.

Stiamo letteralmente svendendo il Pianeta, eventi come il Black Friday non fanno altro che incentivare le persone ad acquistare oggetti che resteranno nelle nostre vite soltanto per pochi minuti, ma che danneggeranno il Pianeta per secoli. Siamo stati indotti a pensare che la felicità provenga da ciò che compriamo, ma non è così: let’s make somethingfacciamo qualcosa!

Perché altra plastica è “Il regalo che il pianeta non vuole!

Così come questo sperpero di risorse e energie male indirizzate da una mancanza di consapevolezza.

Pace & Amore (e basta bulimia consumistica!)

Viviana Taccione
Autrice, Trainer & Downshifter
[Articolo pubblicato anche in www.ifeelgood.it]